Il posto della mente è una piccola oasi letteraria dove possiamo andare quando abbiamo bisogno di qualcosa di diverso. Di leggere, o scrivere storie. Storie inventate, come quelle che io, da principiante, sottopongo al vostro giudizio, oppure storie vere, piccoli "frammenti di vita" che scivolerebbero immediatamente nell'oblio se qualcuno di noi non li raccogliesse.

Frammenti di vita..................Racconti & Poesie..................Paco de Luna..................Pensieri sparsi..................CONTATTI

sabato 4 febbraio 2012

Il venditore di destini (terza parte) [gianbarly]


Salvator Dalì - Sleep

C’era un uomo che avanzava lentamente, seguito dallo sguardo di tutti i presenti. Era avvolto in un leggero mantello di seta, che scendeva in morbidi drappeggi sopra una tunica di lino. Non era particolarmente alto, ma una lunga barba ed un complicato copricapo turrito gli davano un portamento imponente. Era seguito, ad una certa distanza, da due assistenti che portavano voluminosi fagotti. Man mano che avanzava la folla si accodava, formando un variopinto corteo.

martedì 31 gennaio 2012

Il venditore di destini (seconda parte) [gianbarly]


R. Guttuso - Vucciria

Era una bellissima giornata di inizio estate. Il vento aveva ripulito l’atmosfera, che si mostrava di una limpidezza assoluta. La temperatura gradevole ed il soffio incostante dell’aria sulla pelle avrebbero predisposto chiunque all’ottimismo. Io, invece, camminavo a fianco del mio salvatore oppresso da un’indicibile angoscia. Non riuscivo a pensare e neppure lo volevo. Mi sforzavo di seguire il filo dei suoi discorsi, grato per la distrazione che mi offriva.

lunedì 23 gennaio 2012

Il venditore di destini - prima parte [gianbarly]


Treno in corsa - Ivo Pannaggi
Stavamo parlando da oltre mezz’ora quando il treno arrivò alla stazione. Guardai dal finestrino per capire dov’ero, ma il nome scritto sui cartelli non mi diceva niente.
Chiesi al mio interlocutore:
“Dove siamo?”
“Ugrum, credo … Sì, è proprio Ugrum. La prossima fermata è la mia”
Poi, indovinando la domanda che avevo in mente:
“Scendo a Palnoc, io abito là”

sabato 14 gennaio 2012

Paco de luna - Terzo quadro 6 [gianbarly] Sala d'attesa


Della Robbia - Visitare gli infermi

Finito il lavoro nel vicolo, ci eravamo incamminati verso l’ospedale. Il pensiero di Giuliana ci opprimeva e volevamo starle vicino, per quanto possibile.
Nella sala d’attesa della Terapia Intensiva trovammo gli altri. Sui lori volti leggevamo la nostra stessa angoscia.

lunedì 2 gennaio 2012

Paco de luna - Terzo quadro 5 [gianbarly] Uno squillo nella notte

P. Picasso - Guernica (part.)
Quella notte la trascorsi in uno stato di profonda agitazione. La mia confusione mentale era al massimo, non riuscivo più a mettere in fila alcun pensiero. Mi sforzavo di ragionare ma ero sopraffatto continuamente  da emozioni contrastanti. Cercavo di pensare a Fimère, convinto di trovare dentro di me i morsi laceranti del mal d’amore, scontando in tal modo la mia condotta vigliacca e, quindi, arrivare ad una forma di riscatto, di sublimazione che potesse dare un qualche senso a ciò che era avvenuto.

lunedì 19 dicembre 2011

Paco de luna - Terzo quadro 4 [gianbarly] Incontri


L'incontro - Clod

Avevo un disperato bisogno di riflettere. Intorno a me le cose si muovevano con una velocità impressionante ed io non riuscivo a capire con chiarezza quello che avrei dovuto fare.
Quel pomeriggio, approfittando dell’ennesima commissione che l’Antonia mi aveva affibbiato, mi ero preso una pausa. Non mi pesava la sua espressione di acida soddisfazione nei miei confronti che aveva da quando alla tele erano cambiati gli equilibri. In realtà la cosa mi lasciava indifferente perché non riuscivo a capire come una persona potesse cambiare così il proprio atteggiamento, mostrando più o meno simpatia per qualcuno in base ad astrusi equilibri di potere. Non mi capacitavo che qualcuno potesse dar peso a cose così meschine. Da parte mia mi limitavo semplicemente a fare il mio lavoro, schivando quanto più possibile le beghe interne alla redazione.

venerdì 9 dicembre 2011

Punti di vista [gianbarly]


Ancora una volta mi lascio dondolare dal ritmo costante del respiro. Ogni movimento della cassa toracica mi fa distendere fin quasi al limite massimo delle mie capacità per farmi poi ritornare lentamente alla mia forma originaria. E’ come una ginnastica dolce, distensiva, un massaggio delicato che tonifica il corpo. Un movimento in perfetta sincronia con le altre cellule dell’alveolo. Tutte insieme ci distendiamo all’arrivo dell’aria fresca, ne assorbiamo quanta più ci riesce e poi via, a risputare fuori altra aria, carica di anidride. Una danza cui tutti partecipano con gioia.